Se fare le scale è diventato un problema, quando ti alzi dalla sedia e senti il ginocchio “bloccato”, al mattino le articolazioni sono rigide e ci vuole un po’ prima che si “sciolgano”, ormai cammini sempre meno perché sai che il dolore si farà sentire… Allora forse è meglio provare a risolvere il problema, piuttosto che rinunciare a molte attività.
Purtroppo oggi questi disturbi delle articolazioni sono più comuni di quanto si pensi.
La buona notizia è però che – in molti casi – non bisogna necessariamente arrivare all’intervento: esistono trattamenti che possono ridurre il dolore e restituirti libertà di movimento. Uno di questi è la terapia con acido ialuronico, di cui parliamo in questo articolo.
NOTA: Questo articolo serve a informarti, non a sostituire il parere del medico. Solo una visita specialistica può dire se, nel tuo caso specifico, l’acido ialuronico è la scelta giusta.
I disturbi ortopedici che possono trarre beneficio dall’acido ialuronico
L’acido ialuronico viene usato soprattutto quando il dolore e la rigidità nascono dall’usura della cartilagine, cioè quel “cuscinetto” liscio che riveste le estremità delle ossa e permette all’articolazione di scorrere senza attrito.
Quando questo cuscinetto si consuma, infatti, i movimenti diventano inevitabilmente più dolorosi e faticosi.
È lo stesso meccanismo alla base dell’artrosi e di altre condizioni simili.
Le infiltrazioni con acido ialuronico vengono quindi generalmente proposte nei seguenti casi.
- Dolore al ginocchio da artrosi (gonartrosi). La situazione più frequente e più studiata, in cui il dolore è percepito quando si cammina, salgono o scendono le scale o ci si alza dopo essere stati seduti a lungo.
- Cartilagine “consumata” del ginocchio (condropatia), anche iniziale. Fastidio e dolore quando la cartilagine comincia a soffrire, prima che il danno diventi grave.
- Dolore all’anca (coxartrosi). Dolore all’inguine o al fianco, difficoltà a camminare a lungo o a mettere le scarpe e i calzini.
- Dolore alla spalla. Rigidità e dolore nei movimenti quotidiani, come pettinarsi o allacciare qualcosa dietro la schiena.
- Dolore alla caviglia.
- Dolore alla mano e alla base del pollice (rizoartrosi). Fatica e dolore nei gesti semplici, come aprire un barattolo, girare una chiave, usare le forbici.
- Problemi del menisco legati all’usura (lesioni degenerative). In alcuni casi selezionati, come supporto alla cura senza operazione.
Il filo comune è quasi sempre lo stesso: dolore, rigidità e riduzione della qualità della vita dovuti a un’articolazione che non “scorre” più come dovrebbe.
Ed è proprio qui che l’acido ialuronico può fare la differenza.
La buona notizia: in caso di dolore articolare e problemi alla cartilagine si può intervenire senza operare (o rimandare l’intervento)
Prima di pensare alla protesi o alla chirurgia, per molte di queste condizioni si può provare una strada più semplice e poco invasiva: una terapia infiltrativa con acido ialuronico.
Ecco i benefici raggiungibili:
- riduzione del dolore e della sensazione di rigidità.
- Miglioramento del movimento per il ritorno alle normali attività.
- Prendere tempo, cioè rimandare il più a lungo possibile un eventuale intervento, specialmente nelle persone ancora giovani e attive.
- Aiutare chi non può o non vuole assumere antinfiammatori in modo continuativo.
In altre parole, l’obiettivo principale è far stare meglio e vivere meglio il paziente, agendo in modo delicato sull’articolazione.
Ma cos’è l’acido ialuronico?
Detto in modo semplice: l’acido ialuronico è una sostanza che il corpo produce naturalmente. Nell’articolazione si trova nel cosiddetto liquido sinoviale, cioè il fluido che avvolge e “lubrifica” le superfici che scorrono l’una sull’altra.
È un po’ come l’olio di un motore: finché è denso e di buona qualità, gli ingranaggi scorrono bene e non si rovinano. Quando l’olio si consuma e diventa acquoso, gli ingranaggi cominciano a grattare e a usurarsi.
La stessa cosa in pratica succede nell’articolazione affetta da artrosi: con l’usura e con l’età, l’acido ialuronico presente nel liquido sinoviale tende infatti a diminuire e diventare più “liquido”, perdendo in parte le sue capacità di protettive e lubrificanti.
Il risultato è più attrito, più infiammazione e più dolore.
La terapia – in questo caso – consiste nel reintrodurre acido ialuronico mancante direttamente nell’articolazione, tramite una piccola iniezione.
Così facendo, si restituisce al liquido sinoviale la densità e la “morbidezza” che aveva perso.
In gergo tecnico questa procedura si chiama viscosupplementazione.
Perché la viscosupplementazione funziona
L’acido ialuronico non agisce in un solo modo, ma su più fronti contemporaneamente. Ecco perché molte persone ne traggono beneficio.
- Lubrifica e ammortizza, rendendo di nuovo scorrevole l’articolazione e attutendo gli urti quando ci si muove o si carica il peso, come un cuscinetto morbido.
- Calma l’infiammazione, aiutando a ridurre lo stato infiammatorio all’interno dell’articolazione, che è una delle cause del dolore.
- Protegge e nutre la cartilagine ancora sana, aiutandola a resistere meglio.
- Riduce il dolore, con un effetto che può durare per diversi mesi.
In ogni caso, l’acido ialuronico non “ricostruisce” la cartilagine già persa e non è una bacchetta magica.
Il trattamento infiltrativo non guarisce definitivamente l’artrosi, ma ne allevia i sintomi, rallentando il fastidio e migliorando la qualità della vita.
I risultati possono variare da persona a persona, ed è normale: per questo la valutazione dello specialista è così importante, per capire se sei tra chi può trarne il maggior vantaggio.
Un’ultima cosa utile da sapere: l’effetto non è immediato.
Di solito si comincia a percepire il beneficio nel giro di qualche settimana, con un miglioramento che tende a stabilizzarsi entro un paio di mesi e che può durare, in molti casi, dai sei ai dodici mesi. Con il tempo il trattamento può essere ripetuto.
Come avviene l’infiltrazione con acido ialuronico
Le infiltrazioni di acido ialuronico sono una procedura ambulatoriale, semplice e di breve durata, che non richiede nessun ricovero.
Il medico semplicemente inietta l’acido ialuronico direttamente nell’articolazione con una siringa.
A seconda del prodotto, può bastare una sola iniezione oppure può essere previsto un piccolo ciclo di iniezioni ripetute a distanza di qualche giorno o mese l’una dall’altra.
Per le articolazioni più profonde o difficili da raggiungere – come l’anca – l’iniezione viene eseguita con l’aiuto di un ecografo o di un controllo radiologico, per essere certi di raggiungere il punto corretto con la massima precisione.
L’infiltrazione con acido ialuronico fa male? Ci sono effetti collaterali?
È del tutto normale avere qualche timore prima di un’iniezione. Ecco perché è giusto rassicurarti con informazioni chiare.
Nella grande maggioranza dei casi, le infiltrazioni di acido ialuronico sono ben tollerate e gli eventuali fastidi sono lievi e passeggeri. Gli studi che ne hanno valutato la sicurezza confermano che i problemi seri sono molto rari.
Un effetto collaterale NON grave che può verificarsi è una lieve sensazione di dolore, gonfiore, calore o rigidità nel punto dell’iniezione, nelle ore o nei giorni subito successivi. Questi fastidi in genere si risolvono però da soli e in poco tempo. Un impacco freddo e un po’ di riposo dell’articolazione aiutano.
Solo in rari casi può capitare che:
- compaia nelle prime ore una reazione locale più marcata con gonfiore e dolore. Questa condizione passa spontaneamente, ma se persiste o peggiora è bene consultare il medico.
- Si sviluppino eventuali reazioni allergiche (nonostante i prodotti moderni siano realizzati in laboratorio e abbiano un rischio molto basso di allergia).
- Si sviluppi un’infezione, nonostante l’operazione debba essere eseguita in condizioni di massima sterilità e da un medico esperto.
In sintesi: no, l’iniezione con acido ialuronico non è un trattamento pericoloso. Come ogni atto medico ha i suoi piccoli rischi, ma sono contenuti e ben gestibili quando la procedura è eseguita correttamente dallo specialista. Non a caso è una delle terapie più utilizzate nella cura conservativa del dolore articolare.
L’acido ialuronico può rivelarsi un aiuto concreto per ritrovare la mobilità articolare
Per concludere: se convivi da tempo con dolore e rigidità a un’articolazione, sappi che non sei costretto a scegliere se “sopportare” o ricorrere alla sala operatoria. L’acido ialuronico è un’opzione semplice, poco invasiva e generalmente ben tollerata che, in molti casi, riduce il dolore e restituisce libertà nei movimenti quotidiani.
Non è una cura miracolosa e non funziona allo stesso modo per tutti, ma per moltissimi pazienti rappresenta un modo concreto per stare meglio e vivere meglio, guadagnando tempo prima di dover valutare soluzioni più impegnative.
Il primo passo è sempre lo stesso: una visita specialistica. Sarà l’ortopedico, dopo averti visitato ed esaminato gli accertamenti, a dirti se l’acido ialuronico è la strada giusta per te.
Per conoscere meglio anche altre opzioni terapeutiche e terapie infiltrative in medicina rigenerativa, leggi questi 3 articoli:
- https://www.giuseppeteori.it/trapianti-cellulari/
- https://www.giuseppeteori.it/infiltrazioni-chitosano-condropatia-femoro-rotulea-medicina-rigenerativa/
- https://www.giuseppeteori.it/p-r-p-plasma-ricco-di-piastrine/
Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e si basano su fonti mediche e scientifiche accreditate. Non sostituiscono in alcun modo la visita, la diagnosi e le indicazioni del medico specialista.





