Medicina riparativa: l’infiltrazione di cellule mesenchimali

L'infiltrazione di cellule mesenchimali

La cartilagine è un tessuto fondamentale per il ginocchio e per tante altre articolazioni del nostro corpo: ha il compito di impedire l’attrito fra le ossa e di fare da ammortizzatore. Ma è anche un tessuto molto fragile, che può subire danni causati da traumi o da un eccesso di carico. E dopo una certa età, la cartilagine può andare incontro a un naturale processo di usura.

Le articolazioni di ginocchio, spalla, gomito, caviglia o anca, sono infatti interessate dall’artrosi, una patologia dovuta al fenomeno di usura della cartilagine di rivestimento, che vede ridursi il proprio spessore fino alla sua totale scomparsa. Un certo grado di deterioramento delle articolazioni fa parte dei normali processi di invecchiamento, in molti individui, però, tali lesioni progrediscono più rapidamente e in maniera più evidente.

Passati i cinquant’anni, molte persone iniziano a soffrire di artrosi originata proprio dal suo logoramento, che può essere precoce soprattutto:

  • negli sportivi;
  • negli individui in sovrappeso;
  • in chi pratica lavori usuranti.

I danni alla cartilagine si presentano con dolori associati a difficoltà nell’utilizzo dell’arto. In questo caso è consigliabile consultare subito un ortopedico. Purtroppo, la cartilagine ha una capacità di rigenerarsi estremamente limitata, per cui è molto difficile curarla quando viene lesionata o usurata.

Infiltrazioni di cellule mesenchimali: il trattamento

Queste lesioni in passato venivano considerate un tabù, la loro guarigione si basava soprattutto sul ricorso a interventi e terapie riabilitative che costringevano il paziente a lunghi periodi di immobilizzazione. Le conoscenze e le competenze maturate quest’oggi consentono invece di “aggredire”, con un approccio non invasivo, queste lesioni, associando i risultati d’indagini strumentali particolarmente puntuali ed efficaci, vedi la risonanza magnetica, a modelli interventistici di ultima generazione. In particolare, ricorrendo a un’infiltrazione di cellule mesenchimali, prelevate dal tessuto adiposo del paziente stesso, quindi con un trapianto cosiddetto “autologo”.

Le mesenchimali sono cellule staminali adulte, indifferenziate e non specializzate, che possono trasformarsi in “operaie specializzate” quando vengono iniettate in una determinata parte del corpo, nel caso specifico del ginocchio imparano a ricostruire la cartilagine usurata. In questo modo è possibile ottenere una naturale ricrescita biologica di questo tessuto, innescando un processo di autoguarigione senza ricorrere a materiali sintetici esterni. È tuttavia importante avere una diagnosi precoce, per evitare che un problema risolvibile con una terapia conservativa come appunto un’infiltrazione di cellule mesenchimali, possa degenerare fino a dover ricorrere, dopo qualche anno, a un intervento di chirurgia protesica. Vale la pena ricordare che quando il danno cartilagineo è ancora agli esordi, si può intervenire anche con delle iniezioni periodiche di acido ialuronico, che hanno il compito di lubrificare l’articolazione. Ma l’innovativa tecnica con l’utilizzo delle mesenchimali, rispetto alle iniezioni di acido ialuronico, ha il vantaggio di essere una soluzione duratura.

Il prelievo si effettua con un ago lungo e sottile tramite una microincisione. Il grasso prelevato viene “purificato” dalla componente ematica, che avrebbe un’azione pro-infiammatoria nell’articolazione, attraverso un lavaggio in apposito device, separando le cellule mesenchimali intatte dal prodotto di scarto. Una volta estratte, vengono iniettate nel punto in cui è presente il danno articolare, tendineo o muscolare e qui, grazie ad un meccanismo d’intelligenza biologica, si differenziano in cellule del tessuto ospite e stimolano le cellule circostanti alla autorigenerazione.

Le stesse possono essere utilizzate con successo in tutte le articolazioni con usura cartilaginea: spalla, gomito, polso, mano, anca, caviglia, piede.

La procedura ambulatoriale viene svolta in una sala operatoria con garanzie di sterilità e con l’assistenza di un anestesista e di personale infermieristico qualificato. L’intervento dura in tutto circa 30 minuti e non prevede ricovero: il paziente torna a casa subito dopo la procedura. Si possono infiltrare anche più articolazioni nello stesso tempo. Spesso lo si fa per entrambe le ginocchia: basta dosare il prelievo secondo necessità. Al termine, il medico può prescrivere alcune sedute di fisioterapia e di riabilitazione.

Il post operatorio e in quali pazienti è opportuno agire

In alcune persone, dopo l’operazione, può presentarsi un leggero gonfiore nel punto del prelievo sull’addome: il consiglio è di tenere una panciera contenitiva per qualche giorno.

Ovviamente, l’utilizzo delle infiltrazioni di cellule mesenchimali è una possibilità che deve essere ben vagliata. Se ben utilizzate, permettono di compensare dei danni avvenuti in modo acuto, sub-acuto o cronico in un’articolazione. Ma in un ginocchio, operato di menisco molti anni pima, in cui è evidente un danno da usura quasi artrosico delle cartilagini articolari, l’ipotesi di riparare è piuttosto remota. In questa circostanza, le cellule mesenchimali possono svolgere un’azione antinfiammatoria, ma non dobbiamo ingenerare false aspettative poiché il rischio è quello di “bruciare” la metodica in quanto inutile in una simile condizione, perderemmo di affidabilità.

In genere, in un’articolazione non compromessa, il miglioramento inizia nell’arco dei primi tre mesi, mentre il massimo beneficio si ottiene dopo sei mesi e continua oltre l’anno. Si ottengono risultati positivi in oltre il 90% dei casi, risolvendo il problema dell’usura cartilaginea per diversi anni. Nelle situazioni di maggiore logoramento, nell’artrosi precoce di persone ancora giovani, ritarda in maniera significativa la necessità di un intervento protesico e potrebbe anche evitarlo del tutto, con possibili ripetizioni della procedura.

Altre procedure in cui le infiltrazioni di cellule mesenchimali possono essere utili

Oltre che per il ginocchio, l’infiltrazione con le cellule mesenchimali è utile anche contro le malattie degenerative dei tendini (epicondilite, tendine di Achille, tendine rotuleo, tendini della cuffia dei rotatori, etc.) e nelle lesioni muscolari degli sportivi.

Inoltre questo trattamento, se utilizzato al termine degli interventi ortopedici, migliora la guarigione, diminuisce il dolore post-operatorio e accelera il recupero e la riabilitazione, sia per la vita comune che per lo sport.

Possono essere efficaci anche nell’utilizzo in associazione agli interventi sui menischi, nella ricostruzione del legamento crociato, negli interventi sulla cartilagine degli sportivi, nelle riparazioni della cuffia dei rotatori, nell’osteonecrosi dell’anca e del ginocchio, nelle rotture del tendine d’Achille, nella caviglia e nel piede.

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10 Comments

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