Neuroma di Morton

Neuroma di Morton

Neuroma di Morton: sintomi, cause e trattamenti

Il Neuroma di Morton, così chiamato dal chirurgo americano che per primo la diagnosticò nell’Ottocento, è una patologia che interessa il nervo del piede collocato tra il terzo e il quarto dito. Questo disturbo colpisce soprattutto le donne di tra i 40 e i 50 anni.
Scopriamo insieme sintomi, cause e trattamenti.

Bruciore, formicolio, intorpidimento in alcune aree del piede fanno parte della tua routine quotidiana? Senza neanche saperlo, potresti essere affetto da una delle più comuni patologie del piede, risultato di una compressione meccanica dello spazio intermetatarsale, dove si collocano i vasi e i nervi responsabili del funzionamento delle nostre dita. Di che cosa stiamo parlando?

Del Neuroma di Morton, diagnosticato e descritto per la prima volta nel 1876 dal medico Thomas G. Morton: questa metatarsalgia degenerativa provoca un progressivo aumento di diametro del nervo che scorre tra il terzo e il quarto spazio intermetatarsale, prendendo l’aspetto di una dilatazione “a fiasca” per la progressiva proliferazione di tessuto fibroso al suo interno.

Quali sono le cause del Neuroma di Morton?

Nonostante i rilevanti progressi della medicina e della chirurgia ortopedica negli ultimi anni, le cause che portano alla formazione del Neuroma di Morton rimangono ancora sconosciute. Possiamo comunque individuare dei fattori facilitanti, come per esempio:

  • l’eccessiva vicinanza fra due teste metatarsali che nel corso del tempo possono finire per determinare un micro-trauma costante sul nervo. Questo continuo sfregamento determina la formazione di un voluminoso tessuto cicatriziale (da cui il termine fibrosi), che comprime il nervo stesso, provocando dolore.
  • la compressione esercitata da un legamento metatarsale troppo stretto;
  • la presenza di un piede cavo con eccessivo carico sulla parte anteriore, scatenante microtraumi ripetuti sul nervo in questa zona anatomica.

Quali sono i sintomi del Neuroma di Morton?

Ti è mai capitato di avvertire la sensazione di una “scossa elettrica” improvvisa, dolorosa e irritante, al piede? Soprattutto nella sua genesi iniziale infatti, il Neuroma di Morton si manifesta in maniera imprevedibile, alternandosi a momenti di totale benessere. Spesso è accompagnato da formicolio o perdita di sensibilità delle dita corrispondenti.

Un caratteristico sintomo che di solito viene riscontrato è il così detto segno di Mulder: si tratta di una specie di “clic” che l’ortopedico avverte praticando una compressione doppia e simultanea in zone ben precise del piede; la prima, con una mano, ai lati dei metatarsi dolenti; la seconda, con l’altra mano, nella zona interdigitale dove il soggetto avverte il dolore.

La Diagnosi del Neuroma di Morton

Il problema nel diagnosticare il Neuroma è dato dalla sua localizzazione: spesso i pazienti che ne soffrono non riesco a identificare in maniera unanime il punto da cui si propaga il dolore, a causa della frequente irradiazione laterale o verso le dita, per cui può essere percepito come un dolore generalizzato all’avampiede. Si rende quindi necessario, in quasi tutti i casi, procedere a una visita specialistica ortopedica, perché la diagnosi è essenzialmente clinica e punta a distinguere il Neuroma da altre forme di metatarsalgia. E’ quindi sempre consigliato, prima di intervenire in maniera chirurgica, eseguire un’ecografia muscolo tendinea (articolare) e una risonanza magnetica dell’avampiede.

Neuroma di Morton: i trattamenti conservativi

Il dolore che accompagna chi è affetto dal Neuroma di Morton è solitamente resistente a qualunque trattamento conservativo. In un primo momento il chirurgo potrebbe comunque ricorrere, per evitare di intervenire chirurgicamente, a due possibili soluzioni:

  1. la somministrazione di farmaci corticosteroidi e anestetici attraverso iniezioni locali, in modo tale da diminuire l’infiammazione, quindi il dolore, causati dallo sfregamento tra il nervo colpito e i metatarsi. Tuttavia, il trattamento con corticosteroidi – soprattutto se effettuato ad alte dosi e se protratto per lunghi periodi – può causare danni ai tendini e ai legamenti del piede.
  2. l’utilizzo di ortesi plantari, appositamente studiate e realizzate sulla piante del piede del paziente, possono dare un sostegno stabile e confortevole e fermare lo sviluppo della patologia. L’obiettivo è dare un sostegno all’arco e all’osso metatarsale interessato, permettendo di distribuire uniformemente il peso del corpo su tutta la pianta del piede e non solo sull’avampiede.

Entrambi questi approcci non sono quasi mai risolutivi e vengono praticati quando la patologia viene diagnosticata nella sua fase iniziale.

Neuroma di Morton: trattamento chirurgico

In virtù delle considerazioni fatte sopra, il trattamento elettivo del Neuroma di Morton è chirurgico: si applica quella che viene chiamata tecnicamente Neurectomia, cioè l’asportazione del nervo che provoca dolore per la progressiva proliferazione di tessuto fibroso al suo interno.

L’intervento consiste in una piccola incisione chirurgica longitudinale, eseguita per via dorsale per evitare formazione di cicatrici dolorose sulla pianta del piede. Il nervo viene pertanto asportato, senza che questo possa determinare un deficit del movimento e della funzionalità delle dita. Questo intervento, anche se non eseguito in artroscopia, è comunque privo di rischi, si effettua ambulatorialmente in anestesia locale e non ha conseguenze sulla deambulazione.

Post-operatorio Neuroma di Morton

Dopo l’intervento, viene consigliato qualche giorno di riposo. Il paziente può tuttavia deambulare con apposita calzatura ortopedica che permetta soltanto l’appoggio del retro piede. Durante il primo mese si procede con la rimozione dei punti e delle visite periodiche per la medicazione, dopo circa 20 giorni viene prescritta la riabilitazione che prevede degli esercizi specifici per ripristinare la completa mobilità ed elasticità del piede. Utile sono dei massaggi linfodrenanti che aiutano a sgonfiare il piede operato. Ad un mese dall’intervento il paziente può tornare ad indossare le calzature che preferisce, anche quelle più impegnative ed appaganti.

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