L’osteoporosi è una malattia che affligge milioni di persone nel mondo, ma – seppure colpisca anche gli uomini – è innegabilmente più frequente tra le donne, soprattutto se in menopausa e postmenopausa.
Durante questo periodo della vita femminile, infatti, i cambiamenti ormonali possono avere un impatto significativo anche sulla salute delle ossa.
Potremmo dire quindi che l’osteoporosi post-menopausale è considerabile una condizione a sé stante che colpisce una specifica fascia della popolazione (quasi inevitabilmente) e che quindi necessita non solo di un’adeguata cura, ma anche di una gestione continuativa, direttamente correlata allo stile di vita.
Non serve inoltre dire che – essendo a conoscenza dell’alta percentuale di possibilità che l’osteoporosi colpisca il genere femminile a seguito della menopausa – una corretta prevenzione PUÒ E DEVE essere messa in atto ben prima che ciò accada!
Ma, senza cadere in scomodi stereotipi, cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando, chi è davvero a rischio, perché e come muoversi in anticipo e/o come curare eventuali danni.
Osteoporosi in menopausa
L’osteoporosi, in generale, è una malattia che rende le ossa più fragili e suscettibili a fratture.
In menopausa, la progressiva diminuzione dei livelli di estrogeni, ormoni fondamentali per il mantenimento della densità ossea, aumenta notevolmente il rischio di sviluppare questa malattia.
La perdita di massa ossea inizia infatti solitamente durante i primi anni dopo la menopausa, ma può continuare anche in seguito; le donne possono iniziare a perdere fino al 2/3% della loro massa ossea all’anno, un processo che può andare avanti anche per diversi anni, mettendo seriamente a rischio la salute delle ossa.
Osteoporosi in postmenopausa
Dopo la diagnosi di uno stato di menopausa consolidato, le donne sono esposte a un rischio ancor maggiore di osteoporosi a causa di una persistente carenza di estrogeni, che incide negativamente sulla capacità dell’organismo di mantenere una buona bone quality e densità ossea.
La postmenopausa è quindi il periodo in cui il rischio di osteoporosi aumenta di più, con più alte probabilità di fratture ossee, in particolare a livello di colonna vertebrale, anche e polsi.
Le donne in postmenopausa che non ricevono adeguati trattamenti preventivi o terapeutici sono più vulnerabili a complicazioni a lungo termine, come le fratture, che possono influenzare gravemente la qualità della vita e causare disabilità permanenti.
Chi sono le donne a rischio di osteoporosi?
Non tutte le donne in menopausa sviluppano l’osteoporosi, bensì esistono – come dicevamo – diversi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità che ciò accada.
Le donne maggiormente a rischio di osteoporosi infatti:
- hanno un età avanzata (più la donna è anziana, maggiore è il rischio).
- Hanno una carenza di estrogeni (la menopausa determina un calo significativo di estrogeni, che accelerano la perdita ossea).
- Hanno una storia familiare di osteoporosi (avere familiari che hanno sofferto di osteoporosi o fratture ossee è un indicatore di rischio).
- Sono magre e hanno quindi una bassa massa corporea (donne con una bassa densità corporea e peso ridotto sono più vulnerabili).
- Hanno una vita sedentaria e praticano scarsa attività fisica (l’inattività fisica non stimola la salute ossea).
- Seguono un’alimentazione povera di calcio e vitamina D (nutrienti fondamentali per la salute delle ossa).
Osteoporosi post-menopausale: diagnosi e terapia
La diagnosi dell’osteoporosi in menopausa e postmenopausa avviene generalmente tramite la misurazione della densità minerale ossea (DMO), effettuata con una densitometria ossea.
L’esame consente di determinare la forza e la resistenza delle ossa, e di identificare precocemente i segni dell’osteoporosi.
In caso di diagnosi di osteoporosi, il trattamento varia caso per caso, a seconda della gravità della condizione.
Le opzioni terapeutiche possono comprendere:
- Farmaci, come i bisfosfonati, il denosumab e il raloxifene, che rallentano la perdita ossea e, in alcuni casi, stimolano la produzione di osso nuovo. Assunti nel corretto ordine!
- Integratori di calcio e vitamina D, essenziali per migliorare la salute ossea.
- Terapia ormonale sostitutiva (TOS), che può essere considerata solo in alcuni casi, e che viene prescritta solo dopo una valutazione attenta dei rischi e benefici.
Talvolta però la terapia non funziona…
Se, nonostante i trattamenti, le donne continuano a sperimentare fratture o altri segni di osteoporosi, potrebbe essere necessario un intervento più mirato.
Come puoi approfondire QUI, le fratture durante la terapia per osteoporosi possono indicare che il trattamento non sta funzionando come previsto, oppure che la condizione è più grave di quanto inizialmente valutato.
In questi casi, è fondamentale rivedere la terapia con il proprio medico, esplorando altre opzioni terapeutiche o la possibilità di combinare o variare l’ordine dei trattamenti, per migliorare la risposta del corpo.
Ma perché quindi in menopausa viene l’osteoporosi?
Come dicevamo, la causa principale dell’osteoporosi in menopausa è la drastica riduzione della produzione di estrogeni da parte delle ovaie, ma in cosa si traduce?
Gli estrogeni sono ormoni cruciali per la regolazione del metabolismo osseo, favorendo la deposizione di calcio nelle ossa.
Quando i livelli di estrogeni diminuiscono, l’attività osteoclastica (responsabile della distruzione del tessuto osseo) aumenta, mentre la formazione di nuovo osso rallenta. Questo squilibrio porta alla perdita di massa ossea e, di conseguenza, all’osteoporosi.
Sintomi (spesso tardivi) dell’osteoporosi in menopausa
L’osteoporosi è spesso definita una “malattia silente”, poiché i sintomi sono poco evidenti fino a quando non si verificano fratture.
Le donne in menopausa potrebbero quindi inizialmente non accorgersi di avere osteoporosi, fino a quando non subiscono una frattura, che risulta ancora più allarmante se causata da un trauma minimo, come una caduta o anche un movimento improvviso.
I segnali più comuni di osteoporosi in ogni caso includono:
- dolore osseo o alla colonna vertebrale, specialmente dopo attività fisica;
- fratture frequenti, soprattutto al polso, alla colonna vertebrale e al femore;
- perdita di altezza nel tempo, dovuta al collasso delle vertebre;
- postura incurvata, con l’inarcamento della parte superiore della schiena.
Prevenzione dell’osteoporosi femminile in menopausa
Come già detto, la prevenzione è fondamentale per ridurre il rischio di osteoporosi in menopausa: ma in cosa vuol dire “prevenire l’osteoporosi” nella pratica?
Alcuni comportamenti e abitudini quotidiane possono rallentare o prevenire la progressione della malattia.
È quindi importante:
- fare esercizio fisico regolare, in particolare attività che aumentano la resistenza e stimolano la salute ossea, come il camminare, il sollevamento pesi e l’allenamento con le bande elastiche.
- Avere un’alimentazione sana, ricca di calcio (presenti in latticini, verdure a foglia verde e frutta secca) e vitamina D (che si trova in pesci grassi, uova e, in alcuni casi, integratori).
- Evitare il fumo e limitare il consumo di alcol, poiché entrambi i fattori accelerano la perdita ossea.
- Monitorare regolarmente la densità ossea, specialmente per le donne a rischio.
- Monitorare eventuali perdite di altezza.
Gestione (fondamentale!) e cura dell’osteoporosi in menopausa
Una gestione tempestiva dell’osteoporosi è essenziale per prevenire complicazioni gravi.
Una volta diagnosticata, l’osteoporosi deve essere trattata con una combinazione di farmaci, cambiamenti nello stile di vita e monitoraggio continuo della salute ossea.
Un approccio integrato deve includere:
- supporto medico personalizzato, con un piano terapeutico basato su fattori individuali come l’età, lo stato di salute generale e la gravità della malattia.
- Educazione su come vivere con l’osteoporosi, per evitare fratture e migliorare la qualità della vita.
- Monitoraggio periodico della densità ossea per adattare il trattamento in base ai progressi.
In conclusione, ricordiamoci sempre che l’osteoporosi è una patologia troppo spesso sottovalutata, ma reversibile e che – nonostante in menopausa e postmenopausa rappresenti una sfida significativa per la salute delle ossa delle donne – è possibile non solo prevenirla ma anche curarla.
Uno stile di vita sano, una diagnosi precoce e una gestione adeguata del problema sono le chiavi per affrontare questa condizione in modo efficace, mantenendo una buona qualità della vita.






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